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La Fulvia HF
C'era una volta la �Fulvia HF�, un'elegante coup� che vinceva i rally. Era la vettura sognata dai giovani, ma soprattutto la raffinata granturismo che s'affermava in corse incredibili, l'auto con cui si era messo in luce Sandro Munari, uno dei pi� grandi piloti italiani di rally.
La chiamavano affettuosamente �Fulvietta� un po' tutti, anche chi con le corse aveva ben poco a che fare.
La sua storia inizi� nel gennaio del 1966 con la presentazione della �Coup� HF�, una �1200� da 90 CV che, come vettura ufficiale della squadra corse Lancia, ottenne la sua prima affermazione sul finire dello stesso anno al rally ligure dei �Fiori� con l'equipaggio Cella-Lombardini.
Il progetto �Fulvia HF� era omai in pieno sviluppo e cos� il motore di questa promettente coup� sub� un costante aumento di cilindrata che dagli iniziali 1216 cm3 pass� ai 1288 cm3, fino a raggiungere, con prototipi intermedi di 1330 e 1401 cm3, i 1584 cm3 da 115 CV della �Coup� Rallye 1.6 HF�.
Esposta in anteprima sul finire del 1968 al Salone di Torino, la �Fulvia Coup� Rallye 1.6 HF�, proposta anche in versione �Lusso�, che, con allestimenti interni pi� curati e dotata di paraurti si affiancava al modello destinato alla competizioni, venne soprannominata �fanalone� per via dei fari centrali di diametro pi� grande rispetto a quello degli altri due. La produzione della �1.6 HF� termin� nel 1970: venne realizzata complessivamente in 1258 esemplari, 40 dei quali furono destinati al reparto corse Lancia per essere impiegati nei rally.
Delle �Fulvia HF�, la �1600� � stata comunque quella che ha consentito alla Lancia di entrare con autorit� nel giro mondiale dei rally.
E non si pu� dimenticare la rossa �Fulvia 1.6 HF� col numero 14 sulle porte con cui Munari-Mannucci vinsero nel 1972 il prestigioso rally di Montecarlo, sbaragliando la famigerata �Armata Blu�, quella formata dalle berlinette �Alpine A110� della squadra ufficiale Renault.
Ma come nasceva una �Fulvia 1.6 HF� da rally?
Per regolamento doveva essere �un'auto con almeno 2 posti, costruita in piccola serie, che poteva essere oggetto di modifiche destinate ad adattarla specificamente alle competizioni�.
Cos� il reparto corse si approvvigionava delle scocche direttamente dallo stabilimento Lancia di Chivasso nei pressi di Torino dove era prodotta la �Fulvia� di serie. Dalla normale linea di montaggio, quindi, venivano prelevate le scocche nude destinate alle competizioni. Queste, secondo un ordine di lavoro preventivamente concordato tra il settore rally, e l'ente di assemblaggio della fabbrica di Chivasso, erano gi� in origine �trattate� secondo le esigenze specifiche richieste dal reparto corse.
Le scocche erano infatti prodotte in tre versioni: l'�alleggerita�, cio� realizzata usando dei lamierati pi� sottili e impiegata per le �Fulvia HF� che partecipavano a quei rally che si disputavano solo su percorsi d'asfalto, come il �Montecarlo� o il �Tour de Corse�; quella �di serie�, ma irrobustita in alcuni punti (montanti parabrezza, attacchi sospensioni posteriori), scocca usata prevalentemente per i modelli che disputavano gare il cui percorso comprendeva tratti di asfalto, ma anche alcuni di terra e, infine, quella �rinforzata� usata per i massacranti rally completamente su terra, come l'�East African Safari� in Kenya, che presentava ulteriori irrobustimenti nella zona degli attacchi alla scocca del telaietto anteriore e delle balestre posteriori nonch� nei duomi degli ammortizzatori e nelle zone laterali sotto le porte.
Ogni pilota poteva cos� contare su ben tre auto da corsa con differenti allestimenti, un�opportunit�, tuttavia, solo teorica poich� la squadra ufficiale era formata da �driver� specialisti che venivano impiegati secondo il tipo di rally cui la Lancia partecipava. Cos� i piloti francesi gareggiavano soprattutto nei rally su asfalto, gli italiani in quelli con percorso misto asfalto-terra, mentre gli scandinavi si dedicavano principalmente a quelli su neve o terra.
Dallo stabilimento di Chivasso le scocche raggiungevano il reparto corse Lancia in borgo San Paolo, un quartiere di Torino, dove per prima cosa venivamo montati l'impianto elettrico e il sistema frenante, ovviamente adattati all'uso agonistico. Poi con dei �buoni di prelievo� venivano ordinati al magazzino ricambi Lancia le componenti di serie come, per esempio, la pedaliera, e quindi si procedeva al montaggio finale con l�assemblaggio degli altri elementi meccanici. Il motore elaborato, che invece degli originali 115 CV erogava circa 160 CV, il cambio e le sospensioni modificati in base al regolamento e adeguati al tipo di gara da affrontare.
Fino a poche ore dal via di un rally, tuttavia, gli uomini del reparto corse potevano intervenire sulla vettura da gara apportando quelle modifiche richieste dai piloti che erano impegnati nelle prove del percorso.
La popolarit� della �Fulvia HF� non ha comunque avuto eguali e l'alone di leggenda che la circonda � ancora oggi immutato.
La sua carriera si concluse nel �74, ma anche al momento di andare in pensione lo fece da protagonista. I punti conquistati da Munari, terzo al volante della �Fulvietta� al �Safari�, permisero infatti alla Lancia di aggiudicarsi il campionato mondiale poich� si assommarono a quelli ottenuti con le vittorie nelle ultime gare. Gare che vennero disputate al volante della nuovissima arma per i rally della Casa torinese: la �Stratos�.
Emanuele Sanfront
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